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Il settimo giorno dio si fermò a riposare e contemplò ciò che aveva creato. E ciò che vide sulle prime gli piacque: gli astri ruotavano in moto perpetuo intorno alle stelle e intorno a se stessi, generando alisei che alimentavano le piogge; e le piogge alimentavano la vita che germogliava dal suolo e dava i suoi frutti all’uomo che non doveva far altro che coglierli e nutrirsene per poi riposare e avere il tempo di stare seduto a contemplare le bellezze del creato cantando lodi al signore.
Era un meccanismo ad orologeria perfetto che ripeteva il suo ciclo all’infinito e non avrebbe potuto guastarsi mai.
Dio stette ad osservare la propria opera per qualche milione di anni, sempre più irrequieto nel vedere Adamo che dormiva, mangiava e pregava. Alla fine sbottò: - Belin, ma è una noia pazzesca! -.
Era tutto troppo equilibrato e troppo prevedibile allorchè, con intuizione divina, dio comprese che alla sua creazione mancava un tocco di imperfezione.
Allora dio creò il demone e lo chiamò Lilith. E lo scopo di Lilith era quello di andare sulla terra e creare turbamento nella mente di Adamo affinché questi sconfessasse la propria natura benevola e perennemente soddisfatta.
E Lilith incontrò Adamo e gli disse: come te vivo dei frutti della terra e dei suoi semi ma non mi nutro degli animali perché quelli sono creature di dio e dio le ha volute simili a sé. Anche io sono una creatura di dio e tu non puoi pascerti di me né puoi ingravidarmi col tuo seme perché hai già una compagna a ciò preposta.
Adamo non era solito conoscere i divieti; nulla nella sua vita gli era mai stato proibito. Non aveva mai pensato di fare qualcosa di diverso da ciò che aveva sempre fatto: mangiare, dormire, pregare e accoppiarsi occasionalmente con Eva cosa che tuttavia accadeva assai di rado perché nessuno dei due sentiva la necessità di farlo dopo aver osservato che, in seguito all’accoppiamento, accadeva che nascessero delle nuove creature. In effetti se la vita di Adamo trascorreva tranquillamente quella di Eva comprendeva l’accudimento dei figli i quali erano pieni di pretese e le impedivano di sollazzarsi come faceva suo marito. Sicché Eva aveva perso presto interesse nella pratica sessuale viste le gravose conseguenze che questa comportava.
Adamo dal canto suo, senza saperlo, era annoiato e cominciò a trastullarsi con questa nuova idea del divieto. “Se una cosa non si deve fare…significa che è pur possibile farla” ragionava tra sé e sé. “E perché quelle cose non si possono fare? Perché alcune cose non si possono avere? Cosa succederebbe se infrangessi il divieto?”. La mente di Adamo era attratta dalla prospettiva di commettere un delitto.
Libera da impegni Lilith possedeva tutti gli attributi per l’accoppiamento ma non si accoppiava con lui.
Un giorno Adamo raggiunse Lilith e la prese con la forza. Il demone non si oppose ma in seguito Lilith andò da Eva e riferì quanto era accaduto.
Eva rifletté sulla testimonianza di Lilith e, per la prima volta da che era stata creata, ragionò su concetti mai esplorati prima quali "giusto" e "ingiusto" e scoprì di provare nei confronti del marito un sentimento di repulsione, come verso la frutta marcia e il latte irrancidito.
Infine prese con sé i figli e se ne andò abbandonando Adamo. Questi si disse “poco male” e si recò da Lilith per consumare un nuovo amplesso ma Lilith lo irrise e lo scacciò con queste parole: “Miserabile escremento! Neppure la tua donna ti vuole e vorresti che ti prendessi io? Vattene!” e gli chiuse la porta in faccia.
Adamo, confuso e pieno di desideri frustrati, sentì montare in sé una collera verso dio e lo maledisse.
Non potendo vendicarsi di dio, che era irraggiungibile, cominciò a farlo sulle sue creature: devastò e incendiò foreste, prese a scannare animali e a pascersi della loro carne, entrò in guerra coi proprii simili, figli dei suoi figli, desiderandone lo sterminio e fece di lotta e distruzione le sue uniche ragioni di vita.
Alla fine i figli di Adamo ebbero la meglio e uccisero il padre ripristinando l'ordine. Ma nulla fu più come prima.
Venne restaurato il culto di dio e chi fosse stato trovato a non cantarne le lodi sarebbe stato punito come fu punito Adamo.
Col passare del tempo si fecero strada ministri del culto che erano meglio informati delle cose divine i quali si fecero latori del volere di dio. Alcuni di loro erano in comunicazione diretta col creatore; altri si incaricavano di tradurne il volere intepretando visioni, scritture e presagi. Nacquero scuole e correnti di pensiero diverse e poco ci volle perché entrassero in contrasto l'una con l'altra. Dalle opinioni alle vie di fatto il passo fu breve. Nuove lotte, nuove uccisioni, nuovi soprusi si ripeterono, sempre uguali e sempre diversi.
E dio, che aveva osservato la trasformazione dell'Uomo, vide che questa cosa era ben fatta e, ancor oggi, ristà in muta ed estatica contemplazione della propria opera imperfetta.